Primo film sudanese presentato al Festival di Cannes, nella sezione Un Certain Regard dove ha vinto il prestigioso PREMIO DELLA LIBERTÀ, eletto Miglior Film e Migliore sceneggiatura ai Critics’ awards for Arab Films, altri Candidato al Premio Oscar per il Sudan dal Comitato Nazionale Sudanese operante in esilio e vincitore di numerosi e significativi premi nei festival di tutto il mondo, Goodbye Julia ha colpito critica e pubblico per la sua storia intrigante e avvincente che intreccia un evento drammatico privato con le vicende storiche e sociali di un intero Paese.
L’ incontro e l’improbabile amicizia di due donne sudanesi, una del Nord e una originaria del Sud, unite da una drammatica casualità e splendidamente interpretate da Eiman Yousif e Siran Riak, si innesca sullo sfondo delle tensioni che porteranno alla definitiva scissione nel Paese e creazione, nel 2011, dello stato del Sud Sudan.
Con il Patrocinio di Amnesty International
Alla vigilia della secessione del Sud Sudan nel 2011, Mouna (Eiman Yousif), una donna benestante di Karthum, provoca involontariamente la morte di un giovane uomo del Sud e, distrutta dal senso di colpa, assume Julia (Siran Riak), la sua ignara moglie, come domestica per aiutarla economicamente e redimere così il proprio peccato. Ma con il tra-sferimento di Julia e del piccolo Daniel a casa di Mouna inizia per quest’ ultima un per-corso ad ostacoli che per lei sarà sempre più difficile fronteggiare e al quale sarà sempre più difficile sfuggire. Un rapporto di improbabile e inconsapevole complicità si innesca tra le due donne, in un crescendo che finirà per cambiare per sempre le vite di entrambe.
Con uno stile cinematografico accattivante e incalzante Mohamed Kordofani porta alla luce la storia di un Paese di cui poco si conosce, evidenziandone tutte le criticità salienticome il razzismo radicato e le diversità religiose che hanno alimentato uno scenario politico esplosivo fino a provocarne una irrimediabile frattura interna. Al tempo stesso, attraverso la storia intima e personale dei suoi protagonisti, Kordofani propone riflessioni su sentimenti universali come l’odio, la disonestà, l’ espiazione e il perdono, evidenziando ancora una volta come, in talune culture, le donne debbano capitolare al patriarcato per sopravvivere e come la solidarietà femminile sia una strada percorribile per l’ affermazione della propria libertà e indipendenza.
Una degna lezione di storia, un thriller morale che con intelligenza e compassione ha il merito di gettare luce sui conflitti di classe, etnici e religiosi che affliggono questo tormentato Stato. Ma ciò che in realtà traspare è molto più coinvolgente, sulla scia di Asghar Farhadi, un nucleo morale privato e di concetto elevato si dipana in fili che rivelano conseguenze sociali e ferite via via più ampie e profonde.
Variety
Un cast eccellente per un film riuscito che testimonia la Storia come un crescendo emotivo personale ad alto rischio in continua evoluzione.
Screendaily
Un film che sicuramente susciterà interesse verso il cinema del Sudan e le sue storie importanti.
Hollywood Reporter
Riesce a trovare un perfetto equilibrio tra uno sfondo politico e culturale intelligente e una trama emozionante e profondamente intima.
Cineuropa
Goodbye Julia farà finamente conoscere al pubblico le questioni sudanesi.
Global Village Space
L’intera storia è arricchita dalla bellezza della fotografia e dalla potenza della narrazione, dove l’emozione emerge senza mai sprofondare nel melodramma.
JMag
Un’ opera in grado sia di raccontare sia l’emotività dei personaggi che il difficile contesto sociopolitico in cui si muovono con fluidità e naturalezza. Un ottimo esempio di cinema sudanese che colpisce occhi e cuore.
Erika Sciamanna – Movieplayer
Un dramma magnifico, sottile e sorprendente.
Télérama
Splendidamente interpretato, questo dramma intimo è un inno all’amicizia femminile e alla possibile emancipazione.
La Croix