Un film di Mohammad Rasoulof
Orso d’ Oro alla 70° edizione del Festival Internazionale del Cinema di Berlino “Il Male Non Esiste” è un film importante, un film che, come ha sottolineato Jeremy Irons, Presidente della Giuria “tutti dovrebbero vedere”.
Ogni società che impone la pena di morte ha bisogno di persone che uccidano altre persone.
Mohammad Rasoulof si interroga sui limiti e le possibilità cui è sottoposta la libertà individuale sotto un regime dispotico, e sui dilemmi che ne derivano.
Lo fa attraverso quattro toccanti variazioni sul tema cruciale della forza morale e della capacità di opporsi alle minacce, apparentemente inevitabili, di un sistema politico coercitivo.
Quattro storie, drammaticamente e inesorabilmente connesse, che pongono i propri protagonisti di fronte a una scelta impensabile, per quanto semplice.
Una scelta che, in ogni caso, corroderà profondamente le loro vite e, per conseguenza, quella delle persone a loro vicine.
Iran, oggi.
Quattro storie, quattro ritratti sulla fragilità dell’ essere umano di fronte a scelte obbligate e alle responsabilità che ne derivano.
Il 40enne Heshmat è un marito e padre esemplare, un uomo generoso e accomodante con tutti. E tuttavia, c’è come un’ ombra nella sua vita: il suo lavoro, misterioso per il quale ogni notte esce di casa.
Pouya, poco più che un ragazzo, ha appena iniziato il servizio militare e si ritrova ad affrontare una scelta drammatica: obbedire a un ordine dei superiori contro la propria volontà.
Javad è un giovane soldato che conquista a caro prezzo tre giorni di licenza per tornare al paese della sua amata e chiederla in sposa.
Bharam, è un medico interdetto dalla professione, che decide finalmente di rivelare alla nipote un segreto doloroso che lo accompagna da vent’anni.
Storie diverse e apparentemente lontane ma inesorabilmente legate l’ una all’ altra da un tormentoso dramma etico. Pur se ambientate nella società iraniana e originate dai suoi spietati meccanismi repressivi, le vicende toccano profondamente la coscienza e la storia di ognuno di noi.
Come per l’ Antigone di Sofocle il dilemma morale quando si presenta in modo inaspettato e deflagrante, pone tutti di fronte alla stessa domanda: al posto loro, tu cosa avresti fatto?
Un film insieme poetico e devastante che pone ognuno di noi di fronte alla responsabilità delle proprie scelte.
Jeremy Irons – Presidente di Giuria Berlinale 70
Fare un film che invita a riflettere sul marciume di un sistema ingiusto mentre si è sotto il fuoco di quel sistema ingiusto è coraggioso e artisticamente potente.
The New York Times
Un gioiello equilibrato e realizzato alla perfezione.
The Hollywood Reporter
Un film coraggioso e pieno di passione.
IndieWire
Un film che parla al cuore e alla mente.
MyMovies
Rasoulof compone sia un’opera d’arte sull’argomento, sia un sottile appello. In uno stile di sublime classicità, la sceneggiatura fa trattenere il respiro e soggioga. Il Male non Esiste è molto più di un film-dossier, è grandissimo cinema, un capolavoro.
Sens Critique
Immenso, il miglior film dell’anno.
Première
Morti anonime perseguitano queste sequenze la cui efficacia è pari alla loro bellezza. Ci fa rendere conto che il cinema ha una forza unica che gli appartiene: la finzione vale tutti i documentari.
Le Figaro
Straordinario, toglie il respiro. Un potere cumulativo devastante che cresce ad ogni storia.
The Guardian
Al di là del contesto dell’ Iran, vengono poste domande universali, trattate con finezza.
Femme Actuelle
Rasoulof firma un’opera di rara potenza, dove esplora abilmente diversi generi cinematografici.
L’Humanité
Un vero e proprio gioiello che mette i brividi per tematica e attualità. Un film audace e intenso.
Spettacoli & TV
Un appello alla libertà poetico e di rara bellezza.
Marie Claire
Magnifico e sconvolgente.
Avoir-à-Lire.com
In una società in cui i diritti umani non sono tutelati, la loro violazione incombe sulle vite delle persone e sulle relazioni tra persone. Le quattro storie de ‘Il Male non esiste” illustrano drammaticamente questo condizionamento ma ci raccontano,soprattutto, come di fronte alle violazioni dei diritti umani – tra cui, in questo caso, la più estrema, ossia la pena di morte – resti la possibilità di una scelta individuale: si può dire sì, si può dire no. Le conseguenze, nell’uno e nell’altro caso, non saranno mai indolori.
Quando avrete terminato di vedere Il male non esiste vi porrete questa domanda: Io, al posto loro, cosa avrei fatto?”
Riccardo Noury- Portavoce Amnesty International Italia