Un film di Philip Gröning
Premio Speciale della Giuria alla 70′ Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, La Moglie del Poliziotto offre importanti spunti di riflessione su un argomento di contemporanea e drammatica attualità: la violenza all’interno dei propri ambiti affettivi, quella crudeltà travestita da amore che affligge oggi sempre più donne, trasformandole in vittime inconsapevoli, sole e prive di protezione all’ interno della nostra società. Satine Film, riflettendo sulla portata e importanza dell’argomento trattato e sulla necessità di considerare l’ esperienza cinematografica anche come veicolo di sensibilizzazione e riflessione, ha ritenuto significativo programmare la presentazione del film nelle sale cinematografiche italiane nella settimana in cui ricorre la Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne, un contributo per mantenere alta l’attenzione su un fenomeno doloroso della nostra società e rendere lo sguardo del regista, con la storia che ha scelto di raccontare un’occasione di discussione e approfondimento. Associazioni e Istituzioni, pubbliche e private, impegnate nella lotta contro la violenza sulle donne e interessate a stimolare il dibattito e una più ampia presa di coscienza sull’argomento, hanno aderito prontamente all’iniziativa eleggendo La Moglie del Poliziotto a film bandiera” per la delicatezza e precisione con cui ha saputo descrivere le dinamiche che si innescano all’Interno di una coppia dove si innesta il seme della violenza fino a farlo germogliare”.
Uwe e Christine sono una giovane coppia tedesca che abita in una casetta di periferia insieme a Clara, la loro bambina di cinque anni. Uwe fa il poliziotto, Christine trascorre le giornate a casa, dedicandosi interamente alla cura della piccola. Christine nutre Clara di un amore smisurato.Cerca di insegnarle a cogliere la bellezza della natura che la circonda: i fiori, gli animali sono un’occasione di complicità con la piccola e un modo per farla crescere in un ambiente sereno, lontano dai pericoli. Ma lo sguardo amorevole di Christine e l’apparente armonia che cerca di creare intorno alla sua creatura vorrebbero arginare una terribile realtà e un pericolo tanto più atroce quanto imprevedibile: quel giovane biondo, marito innamorato, che diventa a tratti ossessivo e violento. Irrazionale e possessivo Uwe lascia sul corpo di Christine i segni di una violenza di cui nemmeno egli stesso è davvero consapevole. Una violenza che, oltre ad umiliarla, mina profondamente le sue certezze e il suo amore. Christine si aggrappa alla piccola come a una boa di salvataggio. Non vuole arrendersi all’evidente malessere di un uomo che, a suo parere, non è cattivo. Ma la sofferenza e l’isolamento finiranno per trascinarla in un vortice profondo: un tunnel senza ritorno.
Un film capace di catturare subito come una ragnatela. Da film come questo, spesso astratto e quasi muto, di solito la gente fugge anche ai festival, con gran fracasso di poltrone. Invece dalla sua prima mondiale non si è mosso nessuno, abbacinato dall’orrore quotidiano che chissà quante famiglie irreprensibili conoscono nel più dolente segreto. Attori bravissimi a noi sconosciuti, piccina sui due anni meravigliosa di verità. Il suo volto senza sorriso, contratto, quasi furibondo, chiude il film come fosse la sua vita.
Natalia Aspesi- La Repubblica
Un film superbo. Voto 9
Maurizio Porro- Corriere della Sera
…ottiene anche il risultato di far vivere sulla propria pelle la stessa angosciosa attesa di una donna che non sa quando esploderà la violenza dell’uomo. Che è un’esperienza sgradevole ma forse istruttiva per capire davvero certe forme di sopraffazione maschile.
Paolo Mereghetti – Corriere della Sera
... si viene rapiti dalla regia illuminata di Gröning, che nel modo di piazzare la macchina e nello sguardo estetico ricorda molto da vicino Malick. Superba la sua direzione degli attori. C’è molta bellezza ma anche molta sofferenza nel suo film.
BEST MOVIE
Il film elargisce immagini, se non scene, davvero potenti, pregne di quel significato che la mera superficie non ci restituirà mai nella sua interezza, nemmeno alla fine.
Cineblog
C’è un grande silenzio nell’ultimo film di Philip Gröning, che mette in schermo la quotidianità di una giovane famiglia tedesca e la violenza odiosa sulle donne, quella che distrugge la parola come condizione fondamentale del rapporto tra i sessi. Immagini di smisurata bellezza e profondo orrore, Die Frau Des Poliziesten è un’esperienza che richiede una disciplina emozionale.
My movies
La storia fa paura soprattutto perché inizia semplice e bella per poi precipitare nell’orrore a un ritmo inconsueto, che fa pensare che chiunque potrebbe ritrovarsi a quel punto senza sapere in che modo le cose abbiano davvero potuto degenerare così…
Cineuropa.org
La moglie del poliziotto affronta con delicatezza il tema della violenza domestica sulle donne, ma è anche il toccante ritratto dell’amore materno per i figli. C’è da augurarsi che arrivi nelle sale italiane.
Famiglia Cristiana