Un film di Alain Guiraudie
Cineasta unico e inimitabile, Alain Guiraudie costruisce film dopo film un proprio mondo ideale, personale e insieme universale.
Dopo “Lo Sconosciuto del Lago”, il film che ha scandalizzato e catturato il Festival di Cannes e Rester Vertical – opera che metteva in scena la necessità di azzerare ogni identità – con il nuovo L’innamorato, l’arabo e la passeggiatrice (Viens je t’emmène) si cala nel cuore della Francia contemporanea, a Clérmont-Ferrand, dove un trio di insoliti personaggi si ritrova ad interagire in modo singolare sullo sfondo di un attacco terroristico che semina panico e terrore.
L’Innamorato, l’arabo e la passeggiatrice inaugura il label Satine Cult “ dedicato alle voci cinematografiche più audaci e originali del cinema contemporaneo”.
Clérmont-Ferrand, Francia Centrale. Il trentacinquenne Médéric si innamora perdutamente di Isadora, una signora di mezza età che fa la prostituta ed è sposata con un marito molto geloso.
Mentre Médéric è impegnato a sedurla, come si conviene a un amante e non a un cliente, la tranquilla cittadina viene sconvolta da un inaspettato attacco terroristico di apparente matrice islamica.
La sera stessa Selim, un giovane arabo senzatetto, cerca rifugio nel condominio di Médéric, provocando una paranoia collettiva e una generosità diffidente da parte delle stesse famiglie musulmane che abitano nell’immobile: è forse lui il terzo uomo che la polizia sta cercando?
Tutto si complica nella vita di Médéric, combattuto a sua volta tra l’ empatia che prova verso il ragazzo e il sospetto nei suoi confronti. I suoi tentativi di districarsi tra i maldestri interessamenti dei vicini finiscono per intrecciarsi con le sue complicate vicende amorose: sempre più pazzo di Isadora, Médéric cerca disperatamente di convincerla a venire via con sé ma l’ imprevisto è sempre dietro l’ angolo…
Alain Guiraudie, regista giocoso e serissimo, filma il cuore della Francia contemporanea e, tra le tensioni del nostro tempo, delinea un nuovo, possibile mondo alternativo.
Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani (SNCCI)
Una commedia umanista, semplice e bellissima. Il regista Alain Guiraudie porta nel cuore della provincia francese il suo cinema unico e lunare, mettendo a confronto isentimenti dei suoi personaggi con le tensioni storiche e sociali della contemporaneità.
Roberto Manassero –MyMovies ****
Follia da gran commedia, un film che ci sbatte in faccia con garbo e classe un’evidenza: il genere drammatico, il registro serioso non hanno l’ esclusiva dei temi seri, dei drammi sociopolitici.
Federico Pontiggia- Il Fatto Quotidiano
Una commedia dal ritmo irresistibile che gioca con i cliché facendoli danzare sulla corda tesa dell’immaginazione.
Fabio Ferzetti- The Hollywood Reporter Italia
Guiraudie, ancora una volta, dimostra il suo talento sempre più apprezzato dallacritica e dal pubblico. Questa capacità di lasciar tendere l’utopia alla fiaba, in un segreto eccitante, ma mai in attrito. In quella apparente semplificazione di forma, con i gesti e leazioni del quotidiano, mai perfettamente uguali, si cerca lo scarto visivo e narrativo, pescivolare dalla commedia al sociale, con fluttuante e spiazzante leggerezza.
Sentieri Selvaggi****
I suoi film sono leggerissimi, briosi, spavaldi, alla larga dai gag e dalle scene madri, daipianti e dalle tragedie, dalla commozione facile e dall’erotismo epidermico. Ma sono diun’intelligenza suprema. Alain Guiraudie è un filmaker intelligente che non c’entra nientecon lo stile o con la sceneggiatura o con la direzione degli interpreti. Il suo film scivola via, scarta, ipotizza e infine rilancia.
PierMaria Bocchi -Film TV
Una commedia ironica e profonda al tempo stesso che spiazza e sorprende, dipingendoun ritratto stravagante, eppure incredibilmente realistico, della Francia e dei francesi.Un’opera libera e coraggiosa.
zerkalospettacolo.com
Guiraudie sfida le paure e i fantasmi della società contemporanea, capovolge le situazioni ai margini di ogni cambio di scena, sceglie la leggerezza per far fronte meglio alla gravità e la complessità delle cose.
L’ Humanité*****
Guiraudie, grande regista del dubbio o dell’esitazione, esplora l’’incredulità.
Cahiers du Cinema*****
Un film che lotta contro lo straripamento della realtà come se il regista non potesse più distogliere lo sguardo e fosse ora di farsi carico di questo impoverimento che ci circonda.
Les Inrockuptibles *****
Con la sua trama realistica e diabolica, Guiraudie trae un piacere sfrenato. Gioca con iluoghi comuni e gli amalgami che invadono l’attualità solo per poterli stravolgere meglio.
Le Journal du Dimanche ****
Un film leggero come un vaudeville, sullo sfondo di attentati, complotti e amour fou.
20 Minutes ****
Alain Guiraudie non ha paura di nulla, prende di mira i mali attuali, la violenza, la sfiducia, il sospetto e trasforma i loro effetti da regista stravagante qual è, che preferisce i passaggi laterali e la complessità dei personaggi alle idee preconfezionate.
Sud Ouest****