Orso d’argento per la Migliore Sceneggiatura, Premio Miglior Film della Giuria Lettori Morgenpost Readers, Premio Miglior Film dei Cinema Tedeschi d’essai alla 74° edizione del Festival Internazionale del Cinema di Berlino, eletto Miglior film dell’anno, Miglior Attrice Protagonista, Miglior Attore Non Protagonista, Miglior Colonna Sonora, ai prestigiosi Deuscher Filmpreis, gli Oscar del cinema tedesco, “Lo Spartito della Vita” è un film spiazzante e profondamente toccante.
Unendo riferimenti fortemente autobiografici a momenti di finzione, il regista Matthias Glasner osa scardinare il tabù più inviolabile: quello dell’affetto che, per convenzione, si attribuisce ai legami familiari. Mettendo a nudo con la sua analisi sottile e affilata sentimenti e pensieri intimi dei protagonisti attraverso il punto di vista di ognuno, riesce a trasformare una storia privata in un racconto universale che, con coraggio, affronta i grandi temi dell’esistenza.
Dramma e commedia, humour e austerità, grottesco e sublime si mescolano e si fondono in un’unica musica, uno spartito dirompente e trascinante, denso e spiazzante, imprevedibile ed emozionante proprio come lo spartito delle nostre vite.
“Sterben” ovvero “Morire” è il nome di un brano originale per orchestra e coro che Tom dovrà dirigere a Berlino in occasione di un unico, importante, concerto. L’autore dell’opera ambisce al raggiungimento della “sottile linea” ovvero quel perfetto equilibrio che permette all’artista di rispettare la propria creatività senza scendere a compromessi per farsi apprezzare dal pubblico, ma è lui stesso il primo a non saper decidere se il proprio lavoro abbia del merito oppure sia unicamente “kitsch”. Ciò mette a dura prova la pazienza di Tom, già teso per la gravidanza dell’ ex compagna Liv che vuole unicamente lui ad assisterla al parto e desidera che sia lui a crescere la figlia al posto del padre naturale, Tom ha poco tempo per accogliere anche gli appelli della madre Lissy che, telefonicamente, cerca di comunicargli il deterioramento dello stato di salute del padre Gerd, cercando di coinvolgerlo. Lissy e Gerd stanno vivendo un momento molto critico e per l’ orgogliosa Lissy è difficile manifestare l’impellente bisogno di aiuto. Gerd, affetto da demenza, sfugge sempre di più al suo controllo e Lissy stessa ha problemi di salute che la rendono sempre meno indipendente e incapace di gestire da sola la situazione. Tom ha una sorella: Ellen, che lavora ad Amburgo come assistente in uno studio dentistico. Anche lei è dotata di talento musicale: ha una splendida voce che però riesce ad esprimere e valorizzare soltanto nei momenti di ebbrezza. Ellen annega nell’alcool il suo malessere esistenziale conducendo una vita disordinata. Si mantiene distante dai genitori e dal fratello, con cui ha un rapporto molto conflittuale, e inizia una relazione con un collega dentista con il quale condivide la stessa passione per l’ alcool.
La precaria salute degli anziani genitori potrebbe essere ora per tutti l’occasione per un riavvicinamento catartico e per rivelare quelle emozioni e confronto sincero che il tempo ha nascosto con implacabile freddezza e che ora il poco tempo a disposizione potrebbe finalmente portare alla luce. Ma antiche incomprensioni e segreti inespressi affiorano con prepotenza, rendendo la riconciliazione sempre più difficile.
Lo Spartito della Vita ha tutto: Morte e Tristezza, Passione e Follia, e la scena di un concerto più perfettamente orchestrata e incredibilmente divertente che io abbia mai visto. Quindi tenete gli occhi aperti e le orecchie tese. Lo Spartito della Vita è un film meraviglioso.
Terry Gilliam
Virtuoso ed elegante, sapientemente ambientato tra Michael Haneke e Ruben Östlund . Un’opera tanto cinica e divertente quanto drammatica.
*****aVoir-aLire.com
Matthias Glasner ha creato un’opera ampia e singolare in cui il melodramma si mescola alla commedia transclassista e intergenerazionale.
**** L’Humanité
Un’interpretazione cesellata e precisa, che permette a bravissimi attori di offrire un’interpretazione magistrale. Il signor Glasner fa miracoli in situazioni dove emerge un Lars Eidinger smagliante.
****Les Fiches du cinéma
Un film costellato di scene potenti, interpretate da attori al top della loro forma.
**** Les Inrockuptibles
Non c’è né pathos pesante né cinismo nei confronti dei personaggi per i quali al contrario il film riesce a suscitare empatia, ma un’affascinante esplorazione delle relazioni umane e familiari con un gradito umorismo nero.
***Le Journal de Dimanche
Un film audace che gli è valso l’Orso per la sceneggiatura. Un consiglio da amico: lasciatevi condurre, non ve ne pentirete!
***Première
Davvero avvincente e divertente. Riguarda il tema antico di ciò che ereditiamo dai nostri genitori e di ciò che si guadagna e si perde rifiutando tale eredità. Una storia cupa, audace, stravagantemente folle, emotivamente scorretta in ogni momento. Che trasuda molta vita.”
****The Guardian
Un film toccante, avvincente, complesso, denso di richiami e significati profondi.
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