Incorniciato in una ambientazione fiabesca e seducente e acclamato in patria come uno dei film rivelazione degli ultimi anni, L’uomo d’ argilla colpisce al cuore lo spettatore per il suo racconto poetico e toccante: l’incontro di due personaggi completamente agli antipodi ma similmente meravigliosi e intriganti, interpretati dalla possente e introversa personalità di Raphaël Thiéry (Povere Creature) e dal fascino inquieto e sfuggente di Emmanuelle Devos (I Profumi di Madame Walberg). Al tempo stesso, il film è un elogio dell’ empatia e del ruolo della bellezza e dell’ arte come stimolo per una crescita interiore e per l’acquisizione di consapevolezza da parte di chi ha la sensibilità di coglierle e apprezzarle. Una storia d’ amore non convenzionale che trasforma e migliora.
“Dallo sguardo di un artista sul suo soggetto nasce un’opera. Ma che ne è del soggetto? Cosa resta di questo sguardo? Il mio film racconta una storia che musei e gallerie non raccontano. Un segreto tra Raphaël e il pubblico”.
Anais Tellenne
“L’ Uomo di argilla è una poesia che arriva senza preavviso e indugia nel cuore come una canzone”
Viggo Mortensen- Presidente Giuria My French Cinema
Raphaël è il custode di un’ imponente villa familiare abbandonata da anni dai suoi proprietari e vive con la madre, un tempo al servizio della famiglia, in una piccola costruzione adiacente alla villa. Le sue giornate trascorrono ripetitive: la caccia alle talpe nel giardino, la passione per la cornamusa, le scappatelle amorose con la postina. Ma, inaspettatamente, in una notte tempestosa, arriva Garance, l’ erede proprietaria della tenuta, in preda a un evidente desiderio di isolamento e apparente autodistruzione. Raphaël ne è turbato e al tempo stesso incuriosito: Garance è una rinomata artista visiva che ha fatto dei dolori della vita la propria arte, tanto da raccogliere in fialette le sue lacrime o tatuarsi il corpo come il mosaico dei tagli di un macellaio. Il suo atteggiamento misterioso e al tempo stesso sofferente fa breccia nel cuore di Raphaël, sempre più disorientato dal sentimento che prova verso quella donna che il mondo dell’ arte chiama “La signora in blu”.
Ma anche Garance è attratta dalla fisicità possente e dall’anima criptica e tormentata di Raphaël, che definisce essere come “ un paesaggio mutevole e accidentato, un canyon che potrebbe passare ore ad attraversare…”.
Una sintonia non convenzionale ma altrettanto intima e profonda si instaura tra i due, finendo per avvolgere entrambi in una connessione emotiva e artistica che cambierà per sempre le loro vite.
La potenza innegabile di un film magnifico.
***** Cahiers du cinéma
Una poesia infinita che trafigge il cuore.
**** Culturopoing.com
Applauditissima opera presentata all’80° Mostra del cinema di Venezia. La risposta è “Un segreto tra Raphaël (il protagonista) e il pubblico.
**** Nocturno.it
Raphaël Thiery: un unico sguardo ma indimenticabile.
Paolo Baldini-Corriere della Sera
Un’opera delicata e sensibile sull’ emancipazione du un essere “diverso” mediante l’ arte.
****Roberto Nepoti – LaRepubblica
Un variante della fiaba di Perrault che chiede allo spettatore il desiderio e la capacità di stupirsi.
****Roberto Escobar-Il Sole24ore
Un film che non sbaglia una scena.
*****Fabio Ferzetti -L’ Espresso
Toccante, poetico, un inno alla libertà di essere finalmente se stessi.
****Lara Ferrari Il Resto del Carlino”
Alla faccia dell’opera prima verrebbe da dire: la regia di Anais Tellenne mantiene più promesse di quelle che farebbe.
Francesco di Brigida Il Fatto Quotidiano
La potenza dell’ arte trasforma la materia bruta in bellezza universale.
Giuseppina Manin- Corriere della Sera
Un film raro e particolare, coraggioso e ardito, difficile da classificare e per questo di grande valore.
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