Satine Film
Un Mondo Fragile

2015

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Un Mondo Fragile La Tierra Y la Sombra

Un film di Cesar Augusto Acevedo

Informazioni

  • Titolo
    Un Mondo Fragile
  • Titolo originale
    La Tierra Y la Sombra
  • Anno
    2015
  • Regia
    Cesar Augusto Acevedo
  • Interpreti e personaggi

    Alfonso: HAIMER LEAL

    Alicia: HILDA RUIZ

    Esperanza: MARLEYDA SOTO

    Gerardo EDISON RAIGOSA

    Manuel: JOSÉ FELIPE CÁRDENAS

           

Scheda

Vincitore della prestigiosa Camera d’ Or al Festival del Cinema di  Cannes, del Premio del Pubblico Gran Rail d’ Or, del Premio Rivelazione e del Premio Nuovi Autori della Semaine de la CritiqueUn Mondo fragile” ha commosso la critica e il pubblico di tutto il mondo con la sua storia profondamente dolorosa e al contempo profondamente poetica. 

Un Mondo Fragile ha ottenuto l’importante e prestigioso Patrocinio dell’Associazione Slow Food Italia, che così ha commentato: «Questo film ci ha immediatamente colpito per la straordinaria sensibilità e il talento del giovane regista, Cesar Acevedo. Nella storia che ci regala troviamo tanti stimoli di riflessione: il pianeta malato ha bisogno che ce ne prendiamo cura e che rimettiamo al centro l’uomo e la natura, sacrificando lo sfruttamento della terra e la speculazione. Il film è ambientato in Colombia ma le vicende che narra potrebbero benissimo avvenire in Italia o ovunque nel mondo. Siamo onorati di poter accompagnare, con il nostro patrocinio, la distribuzione italiana del film e invitiamo tutti i nostri soci e simpatizzanti a non perdersi questa opera bellissima, con la speranza che arrivi al loro cuore come è arrivata al nostro».

Nota della distribuzione

“II film di César Acevedo ci ha immediatamente colpito e commosso già dalla prima visione al Festival di Cannes. Tra le sue bellissime immagini trapelava un rimando a qualcosa di antico e ancestrale ma, al tempo stesso, il messaggio che il film sembrava volerci trasmettere aveva una forza e un impatto fortemente contemporaneo. Quei personaggi segnati dalla vita eppure ancora capaci di tanta generosità e dignità li abbiamo immediatamente sentiti vicini a noi, più di quanto la distanza culturale e geografica con la Colombia potesse farci immaginare. Il loro forte radicamento alla terra e la capacità di sorprendersi della bellezza della natura, nonostante il contesto di iniquità sociale e di degrado ambientale in cui erano immersi, li elevavano a personaggi universali, con i quali l’empatia è diventata per noi immediata. Al tempo stesso, quella natura sofferente dove “neanche più gli uccellini scendono a mangiare”, che piange cenere e diventa ostile, ci ha evocato il grido d’allarme che risuona intorno a noi sugli sconvolgimenti ambientali che stiamo vivendo, e che vengono associati sempre più ai cambiamenti climatici, allo sfruttamento intensivo della terra – come le monocolture di canna da zucchero presenti nel film lasciano presupporre – e a tutte quelle problematiche che le logiche economiche di profitto provocano ai danni dell’ambiente e dei più deboli. Temi di drammatica e universale attualità che lo stesso Papa Francesco, nella sua recente e sconvolgente enciclica Laudato Si sulla cura della Casa comune ha voluto elencare con scientifica accuratezza per stimolare una presa di coscienza universale, e che sono cari a tutte quelle associazioni, come Slow Food Italia, che da sempre sono in prima linea per la valorizzazione di modelli di sostenibilità produttiva e per la protezione della biodiversità ambientale. Ed è per questo che siamo davvero onorati e felici che il film “Un Mondo Fragile” esca nelle sale italiane con il Patrocinio e la collaborazione di Slow Food Italia e che il supporto di questa prestigiosa associazione contribuisca a stimolare ulteriormente la visibilità del film a livello nazionale. Ci auguriamo infatti che, oltre ad essere apprezzato per i grandi meriti cinematografici e artistici, “Un Mondo Fragile” sia anche un’occasione in più per riflettere sulla realtà che ci circonda e un incoraggiamento a pensare che, con il rispetto della terra e delle comunità che la abitano, un cambiamento per un mondo migliore sia ancora possibile”.

Storia

Alfonso è un vecchio contadino colombiano che, dopo diciassette anni, torna dalla sua famiglia per accudire il figlio Gerardo, gravemente malato. Ritrova la donna che un tempo era la sua sposa, la giovane nuora e il nipote che non ha mai conosciuto. Il paesaggio che lo attende, però, sembra uno scenario apocalittico: vaste piantagioni di canna da zucchero circondano la casa e un’incessante pioggia di cenere, provocata dai continui incendi per lo sfruttamento delle piantagioni, si abbatte su di loro.

L’unica speranza per tutti è andare via, ma il forte attaccamento a quella terra rende le cose più difficili.Dopo aver abbandonato la sua famiglia per tanti anni,  Alfonso ora cercherà di salvarla.

Recensioni

Verga e Tarkovsky abitano qui. Non perdetelo.

Federico Pontiggia – Il Fatto Quotidiano

Io questo lo chiamo un cinema necessario perché ha la capacità di farci riflettere e non solo di farci divertire.

Paolo Mereghetti- Corriere della Sera

Un piccolo capolavoro di rara intensità poetica.

Andrea Martini- Quotidiano Nazionale 

Sentimenti primari e potentissimi espressi da attori che danno linfa e autenticità a ogni secondo di questo controllatissimo esordio.

Fabio Ferzetti- Il Messaggero

Una purezza d’ immagini in cui l’ inquadratura recepisce ragioni e sentimenti. Esordio sorprendente.

Silvio Danese- Il Giorno 

Un’opera prima silenziosa e potente. Ed è questo il vero cinema.

Maurizio Porro – Corriere della Sera

Regala scene indimenticabili, sapendo dire con le inquadrature cose che le parole non possono.

Cristina Battocletti – Il Sole 24ore

La trama è piccola ma il film è grande.

Gemma Gaetani – Libero

Un ventottenne di cui sicuramente sentiremo parlare in futuro per la sapienza e l’originalità con cui è riuscito a rendere universale una tragedia che tocca e spazza via tanto la natura quanto gli uomini restituendoci un’immersione visiva e sensoriale nella realtà. E scusate se è poco.

Corriere Fiorentino

Un film che lascia spazio alla potenza delle immagini che si autoimpone toccando apici profondi, commoventi.

Sentieri Selvaggi

Un sincero e poetico atto d’amore.

Prima Pagina

Una sensibilità rara, una maturità di sguardo che impressiona.

Taxidrivers

Un cinema vivo, fisico e immerso. Con una qualità pressoché unica oggi: quella di essere necessario.

MyMovies

Un debutto travolgente. Un’opera prima di straordinaria e disarmante bellezza.

Voto 9

Cineblog

Credo che questo film risponda a un urgente bisogno di evidenziare il senso di appartenenza delle popolazioni rurali alle loro terre, e di porre lattenzione sulla loro valorosa lotta e resistenza, fondamentale in un Paese dove l’identità della varietà dei popoli è costantemente minacciata.

Per me Un mondo fragile è un inno alla vita, alla libertà, alla dignità e alla speranza. E’ un tentativo onesto di pulire il nostro sguardo e di ripensare al modo in cui vediamo noi stessi. Forse in questo modo possiamo capire che ciò che ci lega gli uni agli altri è qualcosa di più dell’indifferenza e che solo restando uniti saremo in grado di affrontare la dimenticanza. Questo mio progetto è un contributo a questo scopo, grazie al quale ho finalmente compreso che il mio sguardo è ciò che sono e da dove vengo.

Cesar Augusto Acevedo

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