Vincitore al Festival Internazionale di Dubai del Premio Muhr come Miglior Film e del Premio Miglior Attore ex aequo per Mohammed e Saleh Bakri, “Wajib-invito al matrimonio”, è un road-movie profondo ed emozionante, che esplora la complessità del rapporto padre-figlio nel confronto tra liberà e dovere, modernità e tradizione. Ambientato nella comunità cristiana di Nazareth, In Palestina, il film evidenzia le criticità e le difficoltà nel vivere in una terra martoriata ma “sa sdrammatizzare quando serve, fotografando il fragile equilibrio di una comunità in modo chiaro e non dirompente e percorrendo la via della famiglia e non quella delle rivendicazioni.”
“Wajib-invito al matrimonio” ha ottenuto anche il Premio ISPEC ( Istituto di Storia e Filosofia del Pensiero Contemporaneo) al Festival di Locarno 2017.
Abu Shadi ha 65 anni e vive a Nazareth, in Palestina.
Di professione insegnante, molto stimato, Abu Shadi ha cresciuto da solo i due figli dopo l’abbandono della moglie e ora si appresta a vivere quello che è forse il giorno più bello della sua vita: il matrimonio della figlia Amal.
Per l’occasione e per aiutarlo nei preparativi, è tornato nella città natale anche Shadi, l’altro figlio che ormai da tempo vive in Italia, il quale, pur ormai avvezzo agli usi occidentali e molto critico verso quanto accade nella regione, non si è sottratto al rispetto della locale consuetudine palestinese del “Wajib”, il “dovere” da parte dei familiari, di consegnare personalmente le partecipazioni di nozze, come forma di rispetto verso gli invitati.
Di casa in casa, Shadi e Abu Shadi si apprestano a trascorrere insieme un’intensa giornata on the road dedicata a incontri e consegne così come vuole la tradizione.
Le porte di cristiani, musulmani e anche atei si aprono al loro arrivo.
Ma se al cospetto degli invitati padre e figlio riescono a calarsi nel ruolo che tutti da loro si aspettano, nei momenti in cui sono soli, la diversa visione della vita e dei valori che ormai ampiamente li separa affiora man mano in superficie costringendoli a un inevitabile confronto.
Un piccolo capolavoro di tenerezza.
Roberto Nepoti- La Repubblica
Due magnifici attori, padre e figlio anche nella vita. Passato, presente e forse futuro di riconciliazione raccolti in un piccolo gioiello di cinema sociale, indirizzato verso un finale d’affetti famigliari splendido e poetico.
Claudio Trionfera- Il Messaggero
Il cinema a volte permette di comprendere le situazioni umane molto più in profondità delle considerazioni geopolitiche. “Wajib” è uno di quei film rari e preziosi che ci illuminano sulla vita quotidiana degli abitanti di una città e di una regione senza obbligarci a prendere posizione su questioni che sono purtroppo al di là di noi.
Paris Match
Questo film parla anche di diritti umani. Ma soprattutto parla di esseri umani. Palestinesi. Come non li avete (quasi) mai visti.
Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia